Il progetto formativo ideato e messo in campo da Amesci ed ENAIP NAZIONALE muove dalla convinzione che per valorizzare appieno il potenziale giovanile, conseguire gli obiettivi fissati dalla Strategia Europa 2020 e garantire un Servizio Volontario Europeo di qualità è fondamentale che tutti gli attori chiamati in causa agiscano per massimizzare i risultati che è possibile ottenere da una siffatta esperienza di apprendimento interculturale, integrazione sociale e partecipazione attiva.

In particolare è necessario che il volontario sia reso consapevole del potenziale dell’esperienza intrapresa dal punto di vista della crescita personale e dell’acquisizione delle competenze, al fine di renderlo quanto più partecipe possibile. Un ruolo importante è svolto dalla formazione iniziale affinché, nelle prime fasi di Servizio, il volontario sia rassicurato e reso consapevole del cammino che ha intrapreso e allo stesso tempo sia messo in grado di comprendere gli strumenti, sia personali sia culturali, necessari a rendere il proprio percorso un’esperienza straordinaria.

Da qui lo stesso nome del progetto, A.L.F.A. (Apprendimento linguistico formazione all’arrivo), come la prima lettera dell’alfabeto greco, per simboleggiare l’importanza cruciale della formazione del volontario all’arrivo nel Paese di destinazione, incipit del percorso di volontariato europeo di ciascun giovane.

Le caratteristiche salienti e gli obiettivi delle azioni messe in campo nell’ambito del progetto formativo A.L.F.A. sono state tracciate assumendo come riferimento fondamentale il documento tecnico della Commissione Europea denominato: “EVS TRAINING AND EVALUATION CYCLE GUIDELINES AND MINIMUM QUALITY STANDARDS - EuropeanVoluntary Service February 2015”. In particolare il progetto mira a soddisfare in maniera puntuale obiettivi strategici quali:

  • Garantire ai giovani che si avviano a vivere il Servizio Volontario Europeo di acquisire gli strumenti, sia personali sia culturali, necessari a rendere il loro percorso un’esperienza straordinariamente formativa e civica;
  • Incrementare la consapevolezza  rispetto all’impegno assunto ed il sistema di regole che presidia il Servizio Volontario Europeo, riducendo in questo modo il rischio di abbandono prematuro dei progetti;
  • Favorire l’adattamento dei giovani alle sfide culturali e personali che la scelta di fare lo SVE comporta;
  • Permettere ai volontari europei di conoscersi l’un l’altro, costruire una rete e rimanere in contatto, entrando in una logica di comune cittadinanza europea.


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