La formazione sarà realizzata attraverso la messa in campo di training (indicati con la sigla di C.O.A.T. – Centralized On Arrival Training), per un numero massimo di 30 volontari,  della durata di 7 giorni (con una giornata aggiuntiva per le partenze) per un totale di 56 ore.

L’approccio metodologico utilizzato dall’équipe formativa (2 trainer tematici, 2 trainer linguistici, 1 facilitatore con funzioni di mediatore linguistico) sarà di tipo partecipativo. I volontari saranno stimolati alla ricerca di risposte e soluzioni, attraverso l’utilizzo di procedimenti di analisi, d’intuizione e di ricerca, costruendo attivamente il loro sapere, utilizzando al massimo le loro risorse intellettive, anziché riceverlo per trasmissione. Ciò punta a determinare una maggiore padronanza delle competenze che i volontari avranno contribuito personalmente a costruire.

Il percorso formativo tracciato con il progetto A.L.F.A. si fonda, in particolare, sul riconoscimento dei processi psicologici attraverso cui l’adulto impara. Il giovane adulto, che ha già un suo mondo fatto di memorie, esperienze, conoscenze e impara vivendo e collegando sempre concetti, idee, riflessioni teoriche alla propria condizione reale e alla spinta generazionale di sperimentare, innovare e scoprire dimensioni nuove e interessanti per sé.

Il training si candida a tracciare quindi un percorso di scoperta dall’esperienza (ispirato al modello di Kolb), che consentirà ai partecipanti di evolvere – già durante il corso – su questa direzione chiave dell’apprendimento degli adulti. I nostri esperti mirano a far vivere al volontario un’esperienza ricca di rimandi continui ai propri bisogni formativi e all’efficacia delle soluzioni che potrà gestire in autonomia nel suo servizio.

La logica circolare del modello parte dall’esperienza concreta, strutturata dall’équipe formativa in attività ed esercizi per facilitare al massimo l’assimilazione personale da parte dei giovani (1), chiamati poi a riflettere su quanto vissuto nel gruppo, sempre attraverso strumenti di rielaborazione dell’esperienza e di verifica personale (2); solo dopo questo passaggio, per ogni argomento proposto dal corso, è presentato un set di informazioni e di approfondimenti contenutistici dall’équipe formativa, a cui i giovani possono ancorare l’esperienza rielaborata (3), costruendo modelli personali di comportamento, replicabili. Infine, tutte le attività di valutazione personale del corso faciliteranno l’appropriazione e il consolidamento di quanto appreso in funzione di essere “sperimentati”, cioè vissuti con maggiore consapevolezza dai giovani nel servizio e per le prospettive personali post servizio (4).

Attraverso il dialogo e la collaborazione i volontari costruiscono da soli il percorso per raggiungere soluzioni condivise. Il trainer interverrà soltanto per orientare e far riflettere il gruppo rispetto agli obiettivi prefissati, operando con processi di facilitazione che non incidano sull’autonomia e sulla libertà di autodeterminazione del gruppo.



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